Lettera Aperta All’Aikikai

Questo incandescente documento a firma di Philippe Voarino, pubblicato originariamente nel gennaio 1996 e indirizzato senza mezzi termini all’allora Waka Sensei Moriteru Ueshiba, susciterà certamente una ridda di discussioni e polemiche. Tuttavia questo non è certo il motivo per cui lo proponiamo in lettura agli aikidoka italiani. Quello che invece ci interessa di questo scritto è la presentazione oggettiva di alcuni fatti concernenti la storia dello sviluppo dell’Aikido nel dopoguerra, fatti che sono del tutto sconosciuti ai più, stante il muro di gomma elevato in proposito dalle grandi associazioni nazionali di riferimento

di PHILIPPE VOARINO

Nel 1990, un giornalista italiano di una rivista di Aikido chiese a Saito sensei che tipo di uomo fosse O’Sensei. La sua risposta fu deliziosamente giapponese:

In una parola direi che Morihei Sensei era tutto l’opposto di Kisshomaru. Era il contrario in qualunque cosa. Vede, Kisshomaru ha il merito di avere sviluppato in grande l’Aikikai, ma se fosse stato per O’Sensei, l’associazione sarebbe fallita in tre giorni!”.

A proposito dell’Aikikai

Il nome «Aiki-Kai», che può essere tradotto come «Associazione Aiki», viene usato per descrivere l’associazione creata nel 1948 a Tokyo per promuovere l’arte creata da Morihei Ueshiba: l’Aikido. Tale associazione è stata posta sotto la direzione del figlio del Fondatore, Kisshomaru Ueshiba. Nel corso degli anni, l’Aiki-Kai ha sviluppato una forma peculiare di Aikido che ora viene chiamata «Aiki Kai-style» e definita come Aikido nella sua forma “ufficiale”. Nella terminologia dell’Aikido «O Sensei» significa Morihei Ueshiba.«Doshu» indica suo figlio Kisshomaru e «Waka Sensei» significa Moriteru Ueshiba, figlio Kisshomaru, il nipote di Morihei. (NdT: l’articolo è stato scritto prima della morte di Kisshomaru Ueshiba. Il Doshu corrente è ora Moriteru Ueshiba, mentre il figlio di Moriteru, Mitsuteru Ueshiba, è Waka Sensei).

Ogni uomo trova il proprio posto nella sapiente organizzazione del mondo. Il destino di O’Sensei era quello di creare l’Aikido, ma suo figlio aveva lo scopo di gestirne in modo efficiente la struttura che era necessaria per diffondere l’Aikido al di là dei confini giapponesi.

In questo modo tutto era in ordine. Tuttavia, il corso naturale delle cose si sarebbe rotto, se O sensei si fosse impegnato in questioni amministrative o il Doshu con la tecnica. Gli uomini hanno diverse qualità, che li portano a strade diverse. Ricordare questa realtà non vuol dire recare offesa ad alcuno.

Nel 1932, Kisshomaru Ueshiba aveva 12 anni e O’Sensei si interrogava sul futuro della sua scuola, così egli adottò Kiyoshi Nakakura, uno dei più grandi kendoka giapponese e lo rinominò Morihiro Ueshiba. Mori in giapponese significa “proteggere, conservare”. Con ogni probabilità, O’Sensei pensò che sarebbe stato il futuro Daidell’Aikido. Ma Nakakura abbandonò dopo pochi anni, tornò al Kendo, che era la sua strada, e divenne un maestro indiscusso di questa disciplina. Molto più tardi, negli anni Cinquanta, O’Sensei diede a suo figlio Kisshomaru la responsabilità di gestire l’Aikikai. Tuttavia al tempo stesso, cambiò il nome di Saito Sensei in Morihiro, gli conferì l’ottavo Dan e lo nominò tutore, fino alla sua morte, del santuario sacro dell’Aikido a Iwama.

Aikido primitivo e Aikido evoluto

Così, l’amministrazione della scuola venne data a Kisshomaru Ueshiha e Morihiro Saito fu indicato come il custode della tecnica. Senza dubbio Kisshomaru era la persona giusta alla testa dell’Aikikai. Se l’associazione è oggi il riferimento internazionale per l’Aikido, è grazie a lui: Kisshomaru svolse il suo compito con talento. Tadashi Abe sensei che conosceva gli uomini ed era un uomo di poche parole (francesi), era solito dire: “Kisshomaru, buono impiegato” (NT: in Francia lo stereotipo del funzionario grosso modo indica – senza offesa qui – essere attaccati alla routine, preferire la comodità all’avventura).

Solo che per raggiungere questo obiettivo, non poteva evitare di imprimere la propria influenza sulla tecnica. Entrò in un campo che non era il suo. E da quaranta anni, anche se l’Aikikai sostiene di rappresentare l’eredità di O’Sensei, in realtà diffonde l’Aikido del secondo Doshu. Tale affermazione può sorprendere, ma non è casuale. E’ stata anche ufficialmente confermata da Moriteru Ueshiba (nipote del Fondatore) in un’intervista rilasciata nel 1995 per la rivista Budo:

Quello che originariamente era duro e di rottura è stato ammorbidito e arrotondato in tecniche più circolari

E Moriteru aggiunge:

Il curriculum che insegno è quello messo insieme dal Doshu negli anni Cinquanta. Le forme dirette utilizzate da O’Sensei erano quelle che aveva imparato, forse più dure, più di rottura, collegate all’Aikido di un certo periodo e alla sua evoluzione personale. Con il tempo, le tecniche sono divenute rotonde, e il più morbide possibile

Il Credo dell’Aikido è quindi dichiarato e non si può essere criticati per voler leggere tra le righe: esisteva una volta un brutale, primitivo e non molto originale Aikido – l’Aikido del Fondatore stesso – e vi è ora un Aikido evoluto con forme rotonde, l’Aikido dell’Aikikai, la “forma classica” secondo Moriteru.

Il solo e unico Aikido: quello del Maestro

Non avrei mai reso queste verità pubbliche se Moriteru Ueshiba, il capo dell’Aikikai e una personalità emblematica, non avesse ufficialmente espresso tale giudizio sull’Aikido del Fondatore, il suo grande padre.

Alcune altre figure pubbliche, i miei maestri, avrebbero avuto più diritto di reagire di me. Non lo faranno. Essi non possono a causa del giuramento di fede che li lega alla famiglia Ueshiba, quindi all’Aikikai. Waka Sensei (NT. L’articolo è stato scritto prima della morte di Kisshomaru Ueshiba), scrivo direttamente a lei. Non all’individuo, naturalmente, ma al simbolo, al rappresentante di una certa idea di Aikido che ha trovato i suoi sostenitori nel mondo, che dicono che l’Aikido deve evolversi. Io difendo la visione esattamente opposta: c’è un solo Aikido e il resto non è Aikido, puramente e semplicemente.

Che l’Aikido sia la creazione unica di un uomo eccezionale, O’Sensei, dopo una lunga vita di sforzi costantemente volti allo stesso obiettivo. Che l’Aikido sia uno perché i suoi principi fondanti sono gli stessi di quelli che sono a lavoro nell’Universo. Ogni principio è intangibile. Questo punto deve essere assolutamente chiaro. Nessuno può dire che la somma degli angoli di un triangolo non è uguale a 180°. E’ così e rimarrà così. Questo è un principio. 180º è la linea retta, il modo più diretto e non è casuale che in Aikido, irimi – che secondo O’Sensei deve possedere “l’energia di un raggio di luce” – si basa su hanmi, la posizione triangolare dei piedi.

Una disciplina fondata su principi immutabili

L’Aikido di Morihei Ueshiba si basa su tali principi. Ecco perché è l’Universo, ed è per questo che è immutabile. Naturalmente, l’Universo è dinamico. Chi potrebbe sostenere che le forme non cambino tutto il tempo? Ma questo continuo cambiamento è basato su principi invariabili.

Esseri così diversi, come un uomo, una lumaca e un girasole condividono lo stesso fattore di organitivo: la spirale logaritmica di 0,618 regola la crescita del DNA, la forma del guscio di una lumaca e la spirale dei semi di girasole. Lo stesso vale per Aikido. Ci sono decine di migliaia di individui, e decine di migliaia di shiho nage diversi, perché tutti gli esseri sono diversi. Vero. Ma ciascuno di essi deve rispettare la spirale logaritmica, mentre si applica la tecnica. Altrimenti non è shiho nage. Non è possibile modificare o variare questa costante, perché è un principio. Questo è l’Aikido ed è per questo che non può evolvere. L’Aikido di O Sensei è Aikido per sempre e l’Aikikai non può cambiare questo fatto.

Il lavoro con le Armi

Lei dichiara:

… Il lavoro con le armi si è infatti evoluto. Nell’Aikikai, lo studio delle armi è inteso come uno studio di difesa contro un partner armato di ken o jo

Mi consenta di ricordarle che questo studio si chiama tachi chi dori e jo dori, e che essi sono più legati alle tecniche a mani nude che alle tecniche di armi. Semplicemente non può essere confusi con gli insegnamenti di Aiki ken e Aiki jo. Il fatto che l’Aikikai intenda il lavoro con le armi in questo modo significa solo che l’Aikikai ha modificato il significato delle parole.

La ricca opera tecnica e pedagogica con le arma è stato ridotta alla semplice tachi dori e jo dori. E’ come levare due corde ad un violino e dire al musicista:

si suona altrettanto bene con le due corde rimanenti.

Quindi lei procede con la fine del suo pensiero e aggiunge:

Come tale l’insegnamento delle armi non ha spazio e si può dire che non viene preso in considerazione in Aikikai perché si può dire, semplicemente, che l’allenamento con le armi con due partner non è più Aikido.

Quindi si può considerare che, per esempio, O’Sensei Morihei Ueshiba, fondatore dell’Aikido, quando praticava le armi con un partner, non faceva Aikido. Allora che cosa praticava, per favore? Kendo, Jodo? No, Young Master, praticava Aiki ken e Aiki jo. Praticava Aikido con o senza armi, a prescindere dal fatto che il suo avversario avesse un’arma o meno. Devo confessare un mio errore che lei mi ha ora permesso di comprendere.

Credenze e lacune dell’Aikikai

L’Aikikai ha sempre rifiutato di riconoscere l’insegnamento dell’Aikiken e Aiki jo – nel modo in cui sono stati organizzati da Saito Sensei – come proveniente da O Sensei. Per molto tempo ho pensato che fosse la conseguenza di un calcolo politico. Dal momento che nessuno nell’Hombu dojo era in grado di insegnarli, mi sembrava ovvio che l’Aikikai sarebbe stata molto imbarazzata da tale riconoscimento. Beh, mi sbagliavo. Sospettavo qualche cinismo da parte dell’Aikikai e mi scuso solennemente per questo pensiero. Ora ho capito che l’Aikikai era perfettamente sincera. Non è a causa di un cinismo politico, è perché Aikikai ignora tutto a proposito dell’Aiki ken e Aiki jo e non ha quindi alcuna idea circa la loro funzione nel training con il partner in Aikido.

L’Aikikai è come un bambino che vive nel deserto e nega l’esistenza del mare solo perché non lo ha mai visto. L’Aikikai crede davvero che due uomini con la spada possono solo praticare Kendo e che due uomini con jo possono praticare solo Jodo. Ecco perché gli insegnanti dell’Hombu Dojo vanno a imparare Kendo e Jodo quando vogliono imparare le armi. E dico niente che non io non possa provare. Ecco i miei argomenti.

Le prove

Durante la sua gioventù, Morihei Ueshiba studiò pricipalmente con due personaggi. Il primo fu Masakatsu Nakai, maestro della famosa scuola di spada “Yagyu Shingan“. Morihei studiò sotto la sua supervisione nel periodo 1903-1908, al termine del quale ottenne il suo primissimo certificato di maestria dalle mani del suo maestro.

Dal 1915 al 1922, Morihei studiò sotto Sokaku Takeda le tecniche a mani nude della scuola Daito, ma anche la scuola Hozoin di lancia e di spada della scuola Shinkage che Takeda insegnava. Egli riconobbe Morihei con un grado di piena maestria ad Ayabe nel 1922.

Questo prova che O’Sensei, durante i suoi anni di formazione, abbia praticato sia le armi e che le tecniche a mani nude, e questo è un punto molto importante. Dal 1919 al 1926, Morihei visse ad Ayabe, nella comunità Omoto-kyo, dove ricevette gli insegnamenti spirituali del reverendo Deguchi e progressivamente si liberò dalla precedente rigida intelaiatura tecnica. In particolare, si staccò dal Daito Ryu di Takeda sensei, abbandonando la posizione shikaku (quadrato) in favore – per le tecniche a mano libera - della posizione sankaku (hanmi) che egli usava con le tecniche di armi che egli padroneggiava. Questo punto è cruciale. La posizione di guardia triangolare, talmente specifica per l’Aikido che l’Aikido ne trae la sua intera struttura, quella posizione di guardia proviene direttamente dalla pratica delle armi.

Oggi, eliminando la pratica delle armi in Aikido, l’Aikikai si muove in direzione esattamente opposta.

O Sensei a Iwama

Dal 1927 al 1941, Ueshiba sensei visse a Tokyo. Ma in contrasto con la sua opinione, Waka Sensei, l’arte che insegnava era già estremamente peculiare e aveva poco in comune con “le forme molto semplici, come egli le aveva imparate”, come lei sembra volerla ridurre.

Il documentario girato a Osaka nel sede del giornale Asahi è una forte testimonianza di quella singolarità. E anche che l’arte non avesse ancora raggiunto la sua maturità. Veniva chiamata Aiki-budo ed era una combinazione dei tre pilastri dell’Arte: Ken jutsu (spada), So jutsu, (lancia) e Tai Jutsu (tecniche a mani nude). L’integrazione cruciale e la sintesi di questi tre elementi in un sistema unificato non è stato ancora completamente raggiunto. Questo lavoro venne in realtà iniziato nel 1942 a Iwama.

L’onestà intellettuale impone di rispettare i fatti: dal 1942 fino alla sua morte nel 1969, O’Sensei non visse a Tokyo come dicono alcuni, ma lontano da lì, a Iwama, un piccolo villaggio, nel distretto di Ibaraki. Ecco era dove la sua casa e il suo dojo, ed è qui che aveva costruito il santuario dell’Aikido, ai piedi di Atago san, la montagna sacra. È la verità così preoccupante che la maggior parte delle biografie nasconde questo fatto?

La realtà è dura, ma eccola: Morihei Ueshiba ha insegnato presso l’ “Aikido World Headquarter” solo in modo occasionale, durante le poche visite al figlio negli anni Cinquanta. Ancor più, in quelle occasioni, in quel luogo era uno straniero. Era un visitatore di passaggio, non insegnò Aiki ken e Aiki jo, se non a Iwama. Kisshomaru Ueshiba e gli studenti dell’Hombu Dojo non potevano che avere solo un assaggio dell’Aikido di O’Sensei. Tutti gli attuali Shihan sono in realtà allievi di Kisshomaru Ueshiba e non di O’Sensei. Nessuno di loro aveva la più pallida idea di quello che stava accadendo in Iwama, nessuno ne era coinvolto.

Tuttavia, il messaggio di O sensei era chiaro. Già nel 1942, egli registrò la parola Aikido, utilizzata per la prima volta, presso il Ministero della Pubblica Istruzione giapponese. Quello stesso anno, gli edifici di Iwama, vennero consacrati secondo il Kototama e le regole dell’Architettura Sacra come Ubuya, che significa “il luogo di nascita”.

Io affermo che, a causa di questi due importanti atti simbolici, nel 1942 Iwama è stato il luogo di nascita dell’Aikido. O’Sensei poteva vedere chiaramente cosa precedentemente fosse ancora impreciso: il link che doveva unificare le tecniche a mani nude e le tecniche di armi. Non bastava che l’Aikido fosse nato; e anche questa concezione era solo un primo passo. Come un bambino che viene al mondo, l’Aikido doveva crescere e raggiungere la sua maturità.

I tre pilastri dell’Aikido

Ecco, Waka Sensei, l’ignoto e immenso lavoro in cui O’Sensei fu impegnato a Iwama tra il 1942 e il 1969, per quattro volte sette anni.

Aiki-ken, Aiki-jo, Tai-justsu

Tutti i documenti di quel tempo, tutte le immagini, tutti i film, tutti gli uomini e le donne che vivevano a Iwama accanto a O’Sensei in questi ventotto anni, sono tutti testimonianza di un’intensa ricerca e attività creativa del Fondatore- in particolare nell’Aiki Ken e Aiki jo. La verità è, Waka Sensei, che il Fondatore non si limitò a “migliorare alcuni dettagli”. La verità è che, in Iwama, il Fondatore continuò a studiare senza sosta, a ricercare, modificare, sviluppare, organizzare le tecniche attorno a un Principio di cui lei non è a conoscenza. Egli è stava creando l’Aikido, mentre suo padre a Tokyo stava “codificando” e prematuramente insegnando quello che pensava fosse l’Aikido, anche se mancava di qualcosa di essenziale.

L’Aikido, l’unico e solo Aikido, creato da O Sensei negli ultimi 28 anni della sua vita a Iwama, è basato su tre pilastri: è una comunione, una vita inter-dipendenza tra le tre parti di uno stesso essere. Queste tre parti sono Aiki ken, Aiki jo e Tai jutsu. L’Aikido è l’armonioso equilibrio dinamico di questi tre elementi che si spiegano a vicenda, perché sono unificati da una comune struttura razionale. Tale struttura è la specificità dell’Aikido, è molto di più dell’aggiunta di discipline indipendenti.

Un Aikido amputato

Cosa pensereste di un geometra che eliminasse due lati di un triangolo e volesse comunque chiamare ancora triangolo la forma rimanente? L’Aikikai ritiene di poter eliminare Aiki ken e Aiki jo e ancora chiamare Aikido quello che è rimasto. Ciò che rimane è un residuo privo di valore. L’Aikido insegnato da suo padre, quella che lei insegna, l’Aikido dell’Hombu dojo, l’Aikido diffuso dall’Aikikai in tutto il mondo non è un Aikidomoderno o evoluto. Si tratta di un Aikido mutilato e amputato. Non è l’Aikido di O Sensei, non è più l’Aikido. L’Aikido Aikikai si è spostato verso lo sport.

Forse questo è quello che si chiama prendere in considerazione le esigenze della realtà.

Chi è Philippe Voarino, 1996

Tradotto da Simone Chierchini
http://aikidoitalia.com/2012/04/19/lettera-aperta-allaikikai/

Cosa e’ l’Aikido Tradizionale?


L’[Aikido non è uno sport], è un’arte marziale le cui leggi (takemusu) sono in armonia con le leggi dell’universo. Lo studio di queste leggi permette all’uomo di comprendere il suo posto nel mondo. [L’Aikido è nato a Iwama], in questo paesino O Sensei ha realizzato la sintesi di jutsu, aiki ken e aiki jo.

Dove praticare l’Aikido Tradizionale?


La Federazione Internazionale di Aikido Takemusu (ITAF) fornisce al praticante la struttura necessaria per lavorare più vicino possible alla realtà definita da O Sensei Morihei Ueshiba. Le sedi ufficiali dell’Associazione operanti a livello nazionale mantengono e trasmettono fedelmente l’insegnamento lasciato dal Fondatore.

Le armi di l’Aikido, l’aiki ken e l’aiki jo


Nell’[Aikido moderno le armi sono trascurate], se non del tutto ignorate. Nell’Aikido di O Sensei invece aiki ken, aiki jo e tai jutsu si uniscono in modo da formare riai – una famiglia delle tecniche armonizzate basate su un unico principio. Ogni singola tecnica aiuta a comprendere le altre.

Aikido arte marziale o l’arte della pace?


La pace è l’equilibrio dell’essere umano con il mondo che lo circonda. [L’obiettivo della vera arte marziale] non è diventare più forte dell’avversario ma quello di trovare nell’avversario un mezzo per raggiungere armonia: allora non esiste più il nemico come tale ma esiste colui che dà la possibilità di raggiungere il ki unificato.

http://www.aikidotakemusu.org/it/articles/lettera-aperta-allaikikai
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