Al di là del metodo #3

Ni no tachi

Video # 3 : passare dall'esercizio lineare alla realtà circolare (colpi 1, 2, 3 e 4)

Così come i colpi 1 e 2 (cf. « Al di là del metodo #2»), anche i colpi 3 e 4 rispettano scrupolosamente il movimento lineare: hidari tsuki per il 3° shomen uchikomi per il 4°.

Questi quattro attacchi non si effettuano più in linea, verso un solo avversario che ci attacca ripetutamente. Ogni colpo è destinato ad un avversario differente: in una vera arte marziale non si può colpire due volte la stessa persona.

Nella cultura marziale giapponese, nella cerimonia del tè, nel teatro Noh così come nel buddhismo zen, esiste una espressione che significa che esiste solo una possibilità e che non ritornerà: « ichi- go ichi-e » (ogni incontro è irripetibile). Ogni azione è decisiva, ogni momento è l'occasione di un incontro e non ci sarà una ripetizione.

Nella sua forma lineare, il 2° kumitachi è l'esatto contrario di questo principio, è una messa in atto, sistematica e metodica di azioni ripetitive avanti e indietro con la stessa persona. Per questo motivo, a questo livello di pratica, non si può ancora parlare di arte marziale vera né di Aikido.

Solamente quando lo studio lineare sarà portato nella rotazione delle quattro direzioni, apparirà la vera arte marziale.

Il movimento sulla linea è la semplificazione di una realtà più complessa, allo stesso modo in cui un planisfero è una rappresentazione semplificata (in due dimensioni), di un mappamondo (in tre dimensioni). Non scordiamoci che una semplificazione è utile per certi aspetti ma è necessariamente una deformazione. Questa deformazioni non deve essere persa di vista durante la ricerca della verità. Ricordo un esempio che già feci nel « Kajo »: su di una mappa del mondo, l'America del Sud sembra più piccola della Groenlandia, anche se in realtà è otto volte più grande. É una conseguenza inevitabile della proiezione di G. Mercatore.

Questo ci deve fare riflettere sul metodo che utilizziamo per imparare l'Aikido, sulla sua utilità incontestabile come sui suoi limiti dati dalla semplificazione. Di questo vedremo molti altri esempi oltre al kumitachi n°2.

Philippe Voarino, Giugno 2015

Cosa e’ l’Aikido Tradizionale?


L’[Aikido non è uno sport], è un’arte marziale le cui leggi (takemusu) sono in armonia con le leggi dell’universo. Lo studio di queste leggi permette all’uomo di comprendere il suo posto nel mondo. [L’Aikido è nato a Iwama], in questo paesino O Sensei ha realizzato la sintesi di jutsu, aiki ken e aiki jo.

Dove praticare l’Aikido Tradizionale?


La Federazione Internazionale di Aikido Takemusu (ITAF) fornisce al praticante la struttura necessaria per lavorare più vicino possible alla realtà definita da O Sensei Morihei Ueshiba. Le sedi ufficiali dell’Associazione operanti a livello nazionale mantengono e trasmettono fedelmente l’insegnamento lasciato dal Fondatore.

Le armi di l’Aikido, l’aiki ken e l’aiki jo


Nell’[Aikido moderno le armi sono trascurate], se non del tutto ignorate. Nell’Aikido di O Sensei invece aiki ken, aiki jo e tai jutsu si uniscono in modo da formare riai – una famiglia delle tecniche armonizzate basate su un unico principio. Ogni singola tecnica aiuta a comprendere le altre.

Aikido arte marziale o l’arte della pace?


La pace è l’equilibrio dell’essere umano con il mondo che lo circonda. [L’obiettivo della vera arte marziale] non è diventare più forte dell’avversario ma quello di trovare nell’avversario un mezzo per raggiungere armonia: allora non esiste più il nemico come tale ma esiste colui che dà la possibilità di raggiungere il ki unificato.

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